Tradotti per la prima volta in italiano, i racconti dell’antologia “Larisa Komarova trova l’amore” offrono l’occasione per leggere una delle migliori scrittrici russe di fantascienza e new weird.

Ekaterina Sedia attinge a piene mani dalla cosiddetta “russkaya dusha” (l’anima russa) e, sebbene alcune storie contengano riferimenti alla storia e al folklore nazionale, è chiaro che i temi trattati trascendono i confini della Russia per affrontare questioni universali come lo spaesamento, la precarietà dell’esistenza, la perdita dell’identità e l’ambiguità del futuro.

Tra aule universitarie infestate dall’enigmatico zombie di Lenin, paesaggi sperduti come quelli dell’isola di Sakhalin, e la Russia post-rivoluzione in cui nobili decaduti stentano a sopravvivere, i personaggi di Ekaterina Sedia sono costretti a restare dove non vorrebbero oppure a desiderare ciò che non possono. Questa frattura, tra la perdita di un passato glorioso e l’angoscia per un futuro incerto, si manifesta in modalità che vanno dalla tensione psicologica alla trasformazione metafisica e fantascientifica.

Leggendo queste storie è impossibile non ricordare i grandi autori della letteratura russa, sia classica che contemporanea: da Gogol a Bulgakov, da Pelevin, a Erofeev e Shteyngart.

Nella scrittura ricca, gravida di Ekaterina Sedia si possono individuare alcuni temi fondamentali che permeano tutti i racconti: la lotta quotidiana, la sopravvivenza intesa come sconfitta della morte, ma soprattutto il corpo, osservato e quasi sezionato da questa sorprendente autrice.” [Alda Teodorani] 

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