mangaNasce il 15 novembre 1922 a Milano da genitori originari di Roccabianca (PR).

Si iscrive all’Università di Pavia, dove, “per non fare il professore”, si laurea in Scienze Politiche con una tesi su Tommaso Campanella. Ancora studente inizia la sua attività di critico sulla Gazzetta di Parma e altre testate culturali, e intraprende l’attività di traduttore dall’inglese per Mondadori e altri importanti editori.

Nel 1964 pubblica Hilarotragoedia, stralunato volumetto che trasformerà “il miope professore di inglese in un genio”. Tenta la carriera universitaria che abbandona poi per dedicarsi esclusivamente al giornalismo e alla letteratura.

Fulminanti i suoi corsivi, destabilizzanti i suoi libri di saggi.

Nel 1977 pubblica Pinocchio libro parallelo “rilettura e non solo” del Pinocchio di Collodi: in particolare “lettura” di tutto quello che è scritto “negli spazi bianchi”.

Vince il Premio Viareggio nel 1979 con Centuria, cento “romanzi lunghi una pagina”. Conquista con quest’opera una visibilità mai avuta prima. La sua produzione non conosce sosta: Agli Dei ulteriori, Sconclusione, Amore, Salons, per citarne alcuni.

Muore il 28 maggio 1990, lasciando una mole incredibili di inediti, e un vuoto incolmabile non soltanto nella letteratura italiana.

[Centro Studi Giorgio Manganelli]

Sono molti i nuovi lettori di Manganelli: quelli che l’hanno scoperto recentemente e quelli che lo hanno riscoperto dopo averlo archiviato per anni come ‘scrittore per soli iniziati’.
Il ‘Manga’, come veniva chiamato da amici ed estimatori, ultimamente sta uscendo dalla nicchia nella quale era stato confinato da critici e studiosi: il Manga complesso e ‘difficile’, che per essere letto e capito aveva bisogno di lettori in possesso di almeno un paio di lauree, viene man mano sostituito dal Manga leggibile, godibile e molto spesso divertente. E’ il caso di questa raccolta di testi sugli Ufo, la fantascienza e quant’altro; un libro forse inaspettato: cosa avranno mai in comune il Manga e la fantascienza? Molto più di quanto si possa pensare.
Se è vero – e credo che nessuno possa metterlo in dubbio – che Manganelli è un cultore, se non un creatore, di ‘miti’, come meravigliarsi se a un certo punto ha sostituito agli dei e al loro mondo – a miti come l’amore e l’inferno – un mondo molto più tecnologico e ‘futurista’? Da buon profeta, e a più di vent’anni dalla sua scomparsa, ne siamo testimoni, ci mette in mano la mappa del nostro futuro, come all’inizio della sua carriera di scrittore ci aveva messo in mano la mappa delle nostre angosce e delle nostre paure.
Poteva Future Fiction nel suo programma editoriale volto a ‘creare’ nuovi lettori digitali, ignorare questo folle e splendido Manga, questo Manga del futuro, ma di un futuro che è ormai divenuto oggi, senza quasi che noi ce ne accorgessimo?” – Lietta Manganelli